Il sacerdote che sta conquistando i social ballando la travolgente coreografia di “BAD” degli ATEEZ si chiama Lee Chang-min, nome battesimale Marciano. Appartiene alla Congregazione dei Salesiani di Don Bosco ed è viceparroco nella chiesa cattolica di Guro 3-dong, a Seul. Ordinato sacerdote il 24 gennaio 2024, dedica gran parte della propria missione pastorale ai giovani.
Nel video diventato virale, padre Changmin esegue insieme al presidente del gruppo giovanile della parrocchia la dance challenge di “BAD”, brano pubblicato dagli ATEEZ il 26 giugno 2026. Riproduce perfino il celebre movimento del petto reso irresistibile da San, il passaggio della coreografia che ha invaso TikTok, Instagram e YouTube, raggiungendo milioni di visualizzazioni anche al di fuori del fandom degli ATINY.
A sorprendere non è soltanto vedere un sacerdote danzare sulle note di uno dei gruppi K-pop più energici del momento: Changmin possiede davvero ritmo, presenza scenica e una naturale sicurezza davanti alla telecamera. E dietro questa capacità si nasconde una storia davvero particolare.
Prima di indossare l’abito sacerdotale, infatti, sognava di diventare un idol. Quando aveva vent’anni partecipò a numerose audizioni e tentò di entrare nelle tre grandi agenzie coreane : SM Entertainment, JYP Entertainment e YG Entertainment senza però essere selezionato. Successivamente riuscì a entrare nel corpo artistico delle parate del parco divertimenti Everland, dove poté esprimere il proprio talento per il canto, il ballo e l’intrattenimento.
La sua vita cambiò profondamente durante il servizio militare, quando perse il padre dopo una malattia oncologica. In quel periodo doloroso incontrò una suora che seppe offrirgli serenità e conforto. Fu lei, in seguito, a consigliargli il documentario coreano Don’t Cry for Me, Sudan, dedicato alla vita missionaria del sacerdote Lee Tae-seok. Guardandolo, Changmin comprese di avere cercato fino a quel momento soprattutto la propria felicità e sentì nascere il desiderio di dedicare la vita agli altri. Padre Changmin, quindi, non ha davvero abbandonato il suo antico sogno: lo ha trasformato. Il palcoscenico è diventato un luogo d’incontro, il ballo un linguaggio capace di raggiungere i ragazzi e la sua energia uno strumento per rendere la Chiesa più vicina alle nuove generazioni. La sua missione dichiarata è proprio aiutare i giovani a scoprire la gioia di una vita ispirata a Gesù. Il sacerdote che danza gli ATEEZ non rappresenta dunque una semplice curiosità social. È l’immagine di una fede giovane, sorridente e contemporanea, capace di parlare attraverso la musica del proprio tempo. Perché talvolta anche una coreografia K-pop può trasformarsi in un ponte: tra la Chiesa e i ragazzi, tra un sogno apparentemente perduto e una vocazione finalmente ritrovata.
Da AMOR‑K desideriamo rivolgere a padre Changmin i nostri auguri più sinceri e affettuosi. Che possa continuare a essere un luminoso pastore dei giovani, capace di ascoltarli, comprenderli e camminare al loro fianco con il sorriso, la sensibilità e l’energia che lo rendono così speciale.
Gli auguriamo di non perdere mai la musica che porta nel cuore e di continuare a trasformarla in un ponte verso la fede. Perché anche una canzone, un passo di danza o un momento di gioia condivisa possono avvicinare i ragazzi a Dio, facendo loro scoprire una Chiesa accogliente, viva e capace di parlare il linguaggio delle nuove generazioni. Che il suo cammino possa raggiungere sempre più giovani e ricordare loro che la fede non spegne i sogni, ma può donarvi una luce nuova e un significato ancora più profondo.



