Hanji, indosso lo splendore: la tradizione coreana arriva a Fabriano con “Paper is Culture” 2026

Dal 10 al 20 settembre 2026, Fabriano, città italiana simbolo della carta e della sua antichissima lavorazione, incontra una delle più affascinanti tradizioni artigianali della Corea del Sud: l’hanji, la carta tradizionale coreana.

Il Museo della Carta e della Filigrana di Fabriano ospita infatti la mostra “Paper is Culture – Hanji, indosso lo splendore”, un progetto che trasforma la carta in abito, ornamento, scultura e racconto, creando un suggestivo dialogo tra due culture lontane geograficamente ma unite da una straordinaria tradizione legata alla carta.

Fabriano incontra l’hanji coreano

Non poteva esserci luogo più simbolico di Fabriano per raccontare l’hanji.

Da una parte troviamo la città marchigiana, conosciuta nel mondo per la produzione della carta e per una tradizione che attraversa secoli di storia italiana ed europea. Dall’altra la Corea, dove l’hanji rappresenta molto più di un semplice materiale: è parte del patrimonio culturale del Paese e accompagna da secoli la vita quotidiana, l’arte, l’architettura e l’artigianato.

La mostra nasce proprio dall’incontro tra queste due storie.

Attraverso opere realizzate utilizzando l’hanji, il pubblico italiano può avvicinarsi alla cultura della dinastia Joseon, osservandone abiti, simboli sociali, accessori e scene di vita reinterpretati attraverso differenti tecniche artigianali.

Quando la carta diventa un abito

Uno degli aspetti più affascinanti dell’esposizione è la capacità degli artisti di trasformare un materiale apparentemente fragile come la carta in qualcosa di sorprendentemente strutturato.

L’hanji viene piegato, intrecciato, modellato, compresso e lavorato fino ad assumere forme completamente nuove.

Tra le opere presentate troviamo il dopo, la tradizionale veste maschile degli studiosi Joseon, e il celebre gat, il caratteristico cappello coreano diventato negli ultimi anni familiare anche al pubblico internazionale grazie alla diffusione dei drama storici.

Alcune creazioni utilizzano la tecnica del jiseung, nella quale sottilissime strisce di carta vengono attorcigliate e intrecciate fino a trasformarsi quasi in un tessuto.

Altre sfruttano invece la tecnica jumchi, che prevede di lavorare e comprimere ripetutamente l’hanji rendendolo più resistente e permettendo così di realizzare persino elementi che ricordano le antiche armature.

Non mancano elmi tridimensionali, accessori e decorazioni capaci di dimostrare quanto possa essere sorprendente la versatilità di questa carta.

La società Joseon raccontata attraverso gli abiti

Gli abiti, però, non rappresentano soltanto una dimostrazione di abilità artigianale.

Nella Corea della dinastia Joseon ciò che una persona indossava poteva raccontare molto della sua posizione nella società.

Tra gli elementi più significativi della mostra compare, ad esempio, il distintivo con le due gru, simbolo legato al rango degli ufficiali civili.

Vestiti, copricapi e ornamenti diventano quindi strumenti attraverso i quali comprendere un’intera epoca.

La sobrietà delle forme, l’equilibrio delle linee e l’eleganza dei dettagli raccontano l’ideale di dignità e misura associato agli studiosi e alla classe colta della società Joseon.

Ed è proprio questa bellezza discreta uno dei fili conduttori dell’esposizione.

Non solo abiti: piccoli frammenti della Corea

“Hanji, indosso lo splendore” va però oltre il mondo dell’abbigliamento.

Il percorso comprende anche oggetti decorativi, tradizionali sacchetti ornamentali, bambole realizzate in dakjongi, la particolare arte coreana delle figure modellate con la carta, e opere che raccontano momenti della vita quotidiana.

Tra queste figurano “La primavera di cento anni” e “Fratello e sorella”, insieme a installazioni luminose che utilizzano l’hanji per reinterpretare atmosfere e immagini della tradizione.

La carta cambia continuamente identità.

Diventa vestito.

Diventa cappello.

Diventa armatura.

Diventa luce.

Diventa persona.

E infine diventa opera d’arte.

Corea e Italia unite dalla cultura della carta

C’è qualcosa di particolarmente significativo nel vedere l’hanji arrivare proprio a Fabriano.

Italia e Corea possiedono entrambe una storia profondamente legata alla lavorazione artigianale della carta. Tradizioni nate in epoche e contesti differenti, ma accomunate dalla capacità di trasformare un materiale semplice in uno strumento di cultura, memoria e bellezza.

Per questo “Paper is Culture” non è soltanto una mostra dedicata all’artigianato coreano.

È un incontro.

Un dialogo tra due patrimoni culturali che attraverso la carta riescono a parlarsi senza bisogno di traduzione.

E forse è proprio questo il significato più bello dell’esposizione: ricordarci che un foglio di carta può custodire una storia, attraversare secoli e continenti e diventare un ponte tra culture.

Informazioni sulla mostra

2026 Fabriano – “Paper is Culture”
Hanji, indosso lo splendore

📅 10–20 settembre 2026
📍 Museo della Carta e della Filigrana, Fabriano – Italia

Organizzazione: Fondazione per la Cultura Hanji
Con il sostegno e la collaborazione di: Città di Wonju (Corea del Sud) e KAE