Possible Love: sei minuti per conquistare Venezia, un sogno chiamato Oscar

Sei minuti. Solo sei minuti di applausi per trasformare la Sala Grande di Venezia in un luogo sospeso tra cinema ed emozione.

Quando sullo schermo sono comparsi i titoli di coda di Possible Love, il pubblico dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si è alzato in piedi. Gli applausi hanno riempito la sala, accompagnati dalle ovazioni, mentre sul volto dei protagonisti l’emozione diventava sempre più difficile da nascondere.

Sei minuti di standing ovation, alcune fonti hanno cronometrato circa sei minuti e mezzo che probabilmente sarebbero potuti continuare ancora, se il regista e gli interpreti non fossero stati accompagnati verso l’uscita della Sala Grande. Ed è forse proprio questa l’immagine più bella del ritorno di Lee Chang-dong: non quella di un maestro che torna per essere celebrato, ma quella di un uomo circondato dai suoi attori, mentre osserva una sala intera restituirgli, attraverso un applauso, tutto ciò che il suo cinema aveva appena donato.

Accanto a lui, Sul Kyung-gu e Zo In-sung non sono riusciti a trattenere le lacrime. Sul Kyung-gu si è coperto il volto, asciugandosi più volte gli occhi; anche Zo In-sung, inizialmente sorridente, si è lasciato sopraffare dalla commozione. Jeon Do-yeon e Cho Yeo-jeong hanno accolto gli applausi sorridendo, mentre il cast si stringeva in abbracci e condivideva con Lee Chang-dong un momento destinato a rimanere tra le immagini più emozionanti di questa edizione veneziana.

Due coppie, due mondi, una domanda: è ancora possibile amare?

Possible Love, titolo originale Ga-neung-han sa-rang (가능한 사랑), racconta l’incontro tra due coppie sposate che appartengono a realtà profondamente diverse.

Da una parte ci sono Mi-ok, interpretata da Jeon Do-yeon, e suo marito Ho-seok, interpretato da Sul Kyung-gu. Lui è un lavoratore che perde il proprio impiego in seguito a un licenziamento di massa; la loro esistenza porta addosso le ferite della precarietà, delle difficoltà e di una vita che ha lentamente consumato qualcosa anche all’interno del matrimonio. Dall’altra parte troviamo Ye-ji, interpretata da Cho Yeo-jeong, una documentarista proveniente da un ambiente privilegiato, e suo marito Sang-woo, al quale presta volto Zo In-sung.

Ye-ji vuole realizzare un documentario sui lavoratori licenziati e, attraverso il film che sta cercando di costruire, entra nella vita di Ho-seok e Mi-ok. Da quel momento i confini iniziano lentamente a confondersi. Le due coppie si osservano, si avvicinano, si confrontano e finiscono inevitabilmente per guardare anche dentro se stesse. Emergono così differenze sociali, frustrazioni, desideri mai confessati, attrazioni e domande che forse erano rimaste troppo a lungo senza risposta. E dietro la storia privata dei quattro protagonisti si intravede qualcosa di molto più grande: la Corea contemporanea, le sue ferite sociali, il rapporto tra lavoro e capitale, il trauma dei licenziamenti e la dignità di chi cerca di continuare a vivere quando il proprio mondo sembra essere stato improvvisamente cancellato. Il progetto trae infatti origine anche dalla riflessione di Lee Chang-dong sui licenziamenti di massa e sulla violenta repressione di uno sciopero che segnarono profondamente la società sudcoreana.

Ma Lee Chang-dong non sembra interessato a offrire risposte semplici, l’essere umano è ciò che gli interessa, quello fragile, contraddittorio, capace di desiderare ciò che non dovrebbe desiderare e, allo stesso tempo, di continuare disperatamente a cercare un legame con qualcun altro.

Ed è qui che il titolo Possible Love acquista tutta la sua forza.

Quale amore è ancora possibile?

È possibile amare quando la vita ci ha cambiati?
Quando il matrimonio ha perso qualcosa della sua luce iniziale?
Quando apparteniamo a mondi troppo lontani?
Quando desideriamo una vita diversa da quella che abbiamo costruito?

L’amore possibile di Lee Chang-dong non è quello perfetto delle favole ma imperfetto.

Il ritorno di un maestro

L’emozione di Venezia assume un significato ancora più profondo pensando che Possible Love segna il ritorno di Lee Chang-dong al lungometraggio dopo otto anni, da Burning del 2018. Il suo ritorno in concorso a Venezia dopo quasi un quarto di secolo: nel 2002, con Oasis, aveva conquistato il Leone d’Argento per la regia. Da Green Fish a Peppermint Candy, da Oasis a Secret Sunshine, da Poetry fino a Burning, Lee Chang-dong ha costruito un cinema che raramente alza la voce. Preferisce avvicinarsi lentamente alle ferite dei suoi personaggi, lasciando che siano i silenzi, gli sguardi e le contraddizioni a raccontare ciò che le parole non riescono a dire. Con Possible Love ritrova inoltre due interpreti fondamentali della sua filmografia: Jeon Do-yeon, che sotto la sua direzione in Secret Sunshine vinse il premio come miglior attrice a Cannes nel 2007, e Sul Kyung-gu, già protagonista di Peppermint Candy e Oasis. Accanto a loro arrivano Cho Yeo-jeong, conosciuta in tutto il mondo anche grazie a Parasite, e Zo In-sung, completando un quartetto di straordinaria intensità.

Venezia si alza in piedi

Dopo 164 minuti, la storia termina, le luci della Sala Grande si riaccendono, per qualche istante, ciò che apparteneva allo schermo sembra continuare a vivere nella sala.

Poi arrivano gli applausi.

Il pubblico si alza e il cast si volta verso quella platea che continua ad applaudire. Sul Kyung-gu piange. Zo In-sung si asciuga gli occhi. Jeon Do-yeon e Cho Yeo-jeong sorridono. Gli attori si abbracciano e stringono Lee Chang-dong. Improvvisamente quei sei minuti sembrano raccontare qualcosa che nessuna recensione potrebbe spiegare completamente.

Possiamo amarci, nonostante tutto?

Forse Venezia non ha trovato la risposta ma per quei sei lunghi minuti, in piedi davanti a Lee Chang-dong e ai suoi attori, è sembrato quasi che volesse dirgli di sì.

E ancora una volta, la Corea ci sorprende

Ed eccoci qui, ancora una volta.

È la Corea del Sud ad attraversare migliaia di chilometri per arrivare fino a noi e regalarci un’altra emozione. Lo ha fatto con la musica, le serie, la letteratura, l’arte e continua a farlo attraverso un cinema capace di parlare una lingua universale: quella dei sentimenti.

Una cultura un tempo lontana che, quasi in punta di piedi, sta conquistando anche il nostro Occidente, ricordandoci che davanti all’amore, alla solitudine, alle paure e ai sogni non esistono Oriente e Occidente: esistono soltanto esseri umani.

Possible Love arriverà nelle sale sudcoreane selezionate il 23 settembre 2026 e sarà disponibile in tutto il mondo su Netflix dal 6 novembre 2026. Il film è inoltre stato scelto dalla Corea del Sud come candidato nazionale alla categoria Miglior Film Internazionale per i 99° Academy Awards.

Video tratto dal canale YouTube Poles Live. © Poles Live