Roma celebra 60 anni di Taekwondo: una notte magica tra Corea, Italia e futuro

Sport, musica, danza, emozioni e tecnologia. Il Foro Italico di Roma si è trasformato in un grande palcoscenico a cielo aperto per celebrare i 60 anni del Taekwondo in Italia e la chiusura del Roma 2026 World Taekwondo Grand Prix. Una serata che ha saputo raccontare non solo la storia di uno sport, ma anche i valori, le persone e le emozioni che lo rendono speciale.

Per capire l’importanza di questo anniversario bisogna fare un passo indietro. Il taekwondo è un’arte marziale e uno sport da combattimento originario della Corea. Le sue radici risalgono a oltre 1400 anni fa, anche se la disciplina moderna è stata ufficialmente codificata nel 1955 dal generale Choi Hong-Hi insieme ad altri maestri coreani. Il suo nome deriva da tre parole: “Tae”, che significa colpire con il piede, “Kwon”, pugno, e “Do”, ovvero via o disciplina. Oggi il taekwondo è conosciuto in tutto il mondo per la spettacolarità delle sue tecniche di calcio e per i valori di rispetto, autocontrollo e perseveranza che insegna.

In Italia arrivò nel 1966 grazie al Gran Maestro Park Sun Jae, considerato il padre del taekwondo italiano. Da allora questa disciplina ha continuato a crescere fino a diventare uno degli sport olimpici più seguiti e praticati, portando gli atleti azzurri ai vertici internazionali.

Per celebrare questo lungo percorso, la Federazione Italiana Taekwondo ha organizzato uno spettacolo intitolato “La Via”, un viaggio emozionante tra cultura coreana e storia italiana. La serata si è aperta con un suggestivo showcase di taekwondo in costume tradizionale coreano, un omaggio alle origini della disciplina e al legame che ancora oggi unisce l’Italia alla Corea del Sud.

Da quel momento il pubblico è stato accompagnato in un viaggio nel tempo attraverso alcune delle epoche più significative della storia italiana. Musica, danza e performance artistiche hanno riportato in vita personaggi e atmosfere che hanno segnato intere generazioni. Walter Ricci ha interpretato Vittorio De Sica, mentre Karima ha reso omaggio all’eleganza senza tempo di Sophia Loren. Le coreografie di Giulia Boscolo, ispirate alla travolgente energia di Raffaella Carrà, hanno conquistato il pubblico, mentre Alessandro Tomasi ha accompagnato gli spettatori fino agli anni Novanta con il celebre brano “Gli Anni”. Non sono mancati i richiami a “Tarzan Boy”, alle emozioni di Italia ’90 e alle indimenticabili note di “Notti Magiche”.

Uno dei momenti più emozionanti della serata è arrivato quando sessanta bambini in dobok bianco hanno pronunciato il giuramento degli atleti sulle note de “La Cura”, eseguita dal vivo da EroCaddeo insieme al coro dei ragazzi di Milleunavoce. Un’immagine intensa e simbolica che ha rappresentato il futuro del taekwondo italiano. Subito dopo, il campione olimpico Vito Dell’Aquila ha consegnato una cintura speciale alla giovane Flavia Carandente, in un gesto che ha simboleggiato il passaggio di testimone alle nuove generazioni.

L’energia è poi esplosa grazie all’esibizione del Demo e Ciao Team. Trentaquattro atleti freestyler hanno trasformato i tatami in un vero palcoscenico, regalando al pubblico una performance mozzafiato fatta di calci acrobatici, salti spettacolari e perfetti sincronismi. Nei colori del rosso e del verde, simboli dell’Italia, tecnica e spettacolo si sono fusi in una dimostrazione che ha raccontato l’essenza stessa del taekwondo: unità, rispetto e responsabilità.

A rendere ancora più speciale la serata è stata la capacità di unire tradizione e innovazione. Tra esibizioni sportive, scenografie e tecnologia, il pubblico ha potuto vivere uno spettacolo moderno e coinvolgente, capace di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.

Il gran finale ha lasciato tutti con il naso all’insù. Karima, accompagnata dal coro dei ragazzi di Milleunavoce, ha interpretato a cappella l’Inno di Mameli, regalando un momento di grande emozione. Subito dopo, 250 droni hanno illuminato il cielo sopra lo Stadio Olimpico, disegnando figure luminose che hanno raccontato sessant’anni di storia del taekwondo in Italia. Le immagini hanno ripercorso le tappe più importanti di questo viaggio fino a comporre nel cielo la scritta “Taekwondo Olympic Sport” e il logo della Federazione Italiana Taekwondo.

Sessant’anni dopo il suo arrivo in Italia, il taekwondo continua a essere molto più di uno sport. È una scuola di vita che insegna disciplina, rispetto e determinazione. E la notte del Foro Italico ha dimostrato che il suo viaggio è tutt’altro che finito: il futuro è già iniziato.

EroCaddeo – Coro MILLEUNAVOCE

Vito Dell’Aquila – Flavia Carandente – Coro Milleunavoce

Karima – Coro Milleunavoce

Drone Show

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