Il cinema incontra gli studenti: Fukada e Sandoval al Liceo Tito Lucrezio Caro di Roma

Ci sono incontri che non si esauriscono nelle ore scolastiche, ma continuano a vivere nei pensieri anche dopo.

Quello con Koji Fukada e Isabel Sandoval al Liceo Tito Lucrezio Caro è stato uno di quei momenti rari, in cui la scuola smette di essere soltanto un luogo di studio e diventa uno spazio di confronto vero e crescita personale.

I due registi, ospiti in occasione dei loro film presentati all’Asian Film Festival di Roma, ci hanno offerto l’opportunità di entrare in contatto diretto con il loro mondo. Diversi per cultura e percorso artistico, ma uniti da una profonda sensibilità verso le emozioni umane, hanno trasformato quello che poteva essere un semplice incontro in un’esperienza significativa.

Noi studenti del linguistico con giapponese abbiamo partecipato a un dialogo aperto e sincero. Non si è trattato di una semplice lezione, ma di un vero scambio, in cui ci siamo sentiti ascoltati e coinvolti. Fin dall’inizio, infatti, l’atmosfera era diversa dal solito: non c’era distanza tra noi e loro.

Abbiamo posto domande, spinti non solo dalla curiosità, ma anche dal desiderio di comprendere più a fondo temi complessi. I registi hanno risposto con grande disponibilità, condividendo riflessioni autentiche e mai scontate.

Abbiamo parlato di argomenti universali: l’amore, difficile da definire e mai semplice, e la solitudine, che come ci è stato fatto notare, appartiene, in forme diverse, a ciascuno di noi.

Particolarmente interessante è stato poi scoprire cosa si nasconde dietro la realizzazione di un film. Non solo il risultato finale, ma tutto il percorso creativo: la scrittura della sceneggiatura, la nascita delle idee, i dubbi, le revisioni. È emerso chiaramente come il cinema non sia soltanto espressione artistica, ma anche impegno, costanza e lavoro.

Il film Love on Trial di Fukada affronta in modo intenso il rapporto tra amore e società, mostrando quanto sia difficile vivere liberamente i propri sentimenti.

Moonglow di Sandoval, invece, esplora con delicatezza i temi dell’identità e della solitudine, attraverso personaggi alla ricerca del proprio posto nel mondo.

Molto significativo è stato anche il racconto degli inizi del loro percorso. Fukada ha spiegato di aver investito i primi guadagni per realizzare i suoi progetti, senza scorciatoie. Sandoval, invece, ha parlato con sincerità delle difficoltà incontrate, lasciandoci però un messaggio incoraggiante: continuare a impegnarsi, anche nei momenti più difficili.

Per noi studenti di giapponese, questo incontro ha avuto un valore ancora più profondo: non è stato soltanto un evento culturale, ma un vero ponte tra lingue e culture diverse.

Un sentito ringraziamento va alla Dirigente Scolastica prof.ssa Anna Proietti, alla prof.ssa Serena Strianese, che ha organizzato l’incontro con attenzione e passione, e al direttore dell’Asian Film Festival, Antonio Termenini, per aver accolto l’invito della nostra scuola.

Fondamentale è stato anche il contributo di Isabella Lapalorcia e Kamuro Ayumi dell’istituto Culturale Giapponese in Italia, che con professionalità e sensibilità hanno reso possibile la comunicazione, permettendo a tutti di comprendere pienamente ogni intervento del regista Fukada.

Uscendo da quell’aula, non eravamo più esattamente gli stessi. Non perché tutti avessimo deciso di intraprendere la strada del cinema, ma perché avevamo acquisito una consapevolezza nuova: che dietro ogni sogno c’è sacrificio, che la solitudine è universale e che l’amore non è mai semplice.

Forse è proprio questo il vero potere del cinema: non soltanto raccontare storie, ma aiutarci a comprendere meglio noi stessi e gli altri.

E, per un giorno, quel cinema è entrato davvero nella nostra scuola.