DREAM HIGH SEASON 3: REBOOT – A SEOUL IL MUSICAL CHE MI HA FATTO RITROVARE UN PEZZO DEL MIO SOGNO

Ci sono spettacoli che vai a vedere perché ti piacciono e altri che sembrano arrivare esattamente nel momento giusto della tua vita.

Per me Dream High Season 3: Reboot è stato uno di questi.

Il 27 agosto sono entrata al Kwanglim Arts Center BBCH Hall di Seoul sapendo che avrei visto un musical legato a una delle storie più famose sul mondo degli idol e delle performing arts coreane.

Quello che non immaginavo era quanto mi sarei ritrovata in alcune delle emozioni raccontate sul palco.

Forse perché in Italia studio musical e in questo momento mi trovo a Seoul per studiare canto.

O forse perché Dream High, dietro alle luci, alle coreografie e al K-pop, parla soprattutto di ragazzi che stanno cercando di capire quanto sono disposti a lottare per quello che amano.

E questa è una domanda che conosco abbastanza bene.

Prima del musical c’era Dream High

Per capire Dream High Season 3: Reboot bisogna tornare al 2011.

È l’anno in cui la televisione coreana trasmette il drama Dream High, ambientato nella immaginaria Kirin Art High School, una scuola frequentata da giovani che vogliono diventare cantanti, ballerini e performer.

Oggi basta leggere i nomi del cast originale per rendersi conto di quanto quella serie sia diventata importante.

C’erano Kim Soo-hyun nel ruolo di Song Sam-dong, Bae Suzy nei panni di Go Hye-mi, Ok Taec-yeon dei 2PM come Jin-guk, Ham Eun-jung come Yoon Baek-hee, Jang Wooyoung dei 2PM nel ruolo di Jason e IU come Kim Pil-sook.

Molti di loro sarebbero poi diventati alcune delle star più conosciute dell’entertainment coreano.

Ma Dream High non raccontava soltanto ragazzi belli e talentuosi che volevano diventare idol.

Raccontava anche la parte meno perfetta di quel sogno.

Le audizioni.

La competizione.

La paura di non essere abbastanza bravi.

Le amicizie che possono trasformarsi in rivalità.

Gli errori.

Le sconfitte.

E quel momento in cui guardi qualcuno che sembra essere molto più bravo di te e ti chiedi: “Ce la farò davvero?”

Forse è proprio per questo che, dopo tanti anni, Dream High continua ad avere qualcosa da raccontare.

Da K-drama a musical

Più di dieci anni dopo il drama, l’universo di Dream High è arrivato sul palcoscenico.

Nel 2023 è nata la prima produzione musical, con una scelta secondo me molto interessante: invece di copiare semplicemente la storia televisiva, si è deciso di immaginare cosa fosse accaduto ai protagonisti dopo gli anni della Kirin.

Il progetto è poi continuato ed è cresciuto fino ad arrivare, nel 2026, a Dream High Season 3: Reboot, la produzione che ho visto a Seoul.

Lo spettacolo ha debuttato l’8 agosto 2026 al Kwanglim Arts Center BBCH Hall e rimarrà in scena fino al 18 ottobre 2026.

E già il titolo dice qualcosa di importante.

Reboot.

Non significa semplicemente ricominciare la vecchia storia.

Significa chiedersi se, a un certo punto della propria vita, sia possibile ricominciare anche dopo essere arrivati in cima.

La storia di Dream High Season 3: Reboot

Sono trascorsi circa dieci anni.

Song Sam-dong ha realizzato il suo sogno.

Quel ragazzo di campagna che nel drama originale scopriva lentamente il proprio talento è diventato una superstar mondiale del K-pop.

Ha ottenuto ciò che tutti gli studenti della Kirin desideravano.

Il successo.

I palcoscenici.

Il pubblico.

La fama.

Eppure, improvvisamente, scompare dalle scene.

Ed è proprio da questa assenza che comincia la nuova storia.

Nel frattempo anche la Kirin Art High School è cambiata.

La scuola si sta preparando per un importante showcase internazionale e il sistema è diventato ancora più competitivo.

Bisogna essere bravi.

Bisogna ottenere risultati.

Bisogna essere pronti.

E possibilmente bisogna esserlo subito.

Ma cosa succede agli studenti che hanno bisogno di più tempo?

Il professor Kang Oh-hyuk e una domanda importante

Il professor Kang Oh-hyuk continua a credere che il compito di un insegnante non sia soltanto quello di preparare i ragazzi più talentuosi.

Crede anche negli studenti che fanno più fatica.

E da qui nasce uno dei temi che mi sono piaciuti maggiormente dello spettacolo:

una scuola deve creare delle star o deve aiutare ogni ragazzo a scoprire il proprio talento?

Sembra una domanda semplice, ma quando studi qualcosa di artistico non lo è per niente.

Perché il confronto con gli altri esiste.

E la competizione esiste.

Ma non tutti impariamo alla stessa velocità e soprattutto non tutti abbiamo lo stesso talento.

Quando gli studenti diventano insegnanti

Alla Kirin ritornano anche alcuni personaggi che conoscevamo dal Dream High originale.

Jin-guk, Jason e Yoon Baek-hee sono cresciuti e adesso tornano nella loro vecchia scuola come special instructor.

Questa volta sono loro a trovarsi davanti a una nuova generazione di ragazzi.

Ragazzi che hanno esattamente le stesse paure, la stessa ambizione e gli stessi sogni che avevano avuto loro.

E trovo bellissimo questo passaggio.

Perché Dream High non racconta più soltanto cosa significa cercare il successo.

Racconta anche cosa succede dopo.

E soprattutto continua a esserci una domanda alla quale tutti vogliono trovare una risposta:

che cosa è successo a Song Sam-dong?

Il cast di Dream High Season 3: Reboot

Una delle particolarità della produzione 2026 è il suo grande cast a rotazione, che riunisce interpreti provenienti dal musical, dalla recitazione e dal K-pop.

Per Song Sam-dong/The K si alternano diversi artisti, così come accade per gli altri personaggi principali.

Questo significa anche che, andando a vedere lo spettacolo in date diverse, si possono incontrare combinazioni differenti di interpreti.

Ed è per questo che appena arrivata in teatro sono andata a guardare il tabellone “TODAY’S CAST”.

Finalmente sapevo chi avrei visto quella sera.

Il cast della mia serata

Il 27 agosto 2026, il nostro Song Sam-dong era interpretato da Kang Seung-sik (강승식).

Nel ruolo di Jin-guk c’era Yoo Young-jae (유영재), conosciuto anche come membro dei B.A.P.

Jason era invece U-Kwon (유권) dei Block B.

Nel ruolo di Yoon Baek-hee abbiamo visto Yezi (예지).

Kim Da-hyun (김다현) interpretava il professor Kang Oh-hyuk.

Il preside Shi Beom-soo era interpretato da Jo Nam-hee (조남희), mentre Song Yong-jin (송용진) vestiva i panni di Cha Do-yoon.

Avere la fotografia del cast della propria serata è una cosa che mi è piaciuta tantissimo, perché rende ogni rappresentazione un po’ diversa dalle altre.

Kang Seung-sik: il nostro Song Sam-dong

Il personaggio centrale resta naturalmente Song Sam-dong.

Nel drama originale era interpretato da Kim Soo-hyun ed era un ragazzo con un talento straordinario che doveva ancora scoprire quale fosse il proprio posto nella musica.

Nel musical incontriamo invece il Sam-dong adulto.

Ed è una delle cose più interessanti di Reboot.

Perché questa volta non deve chiedersi soltanto:

“Riuscirò a diventare famoso?”

Deve affrontare una domanda forse ancora più difficile:

“Sono felice adesso che sono diventato famoso?”

Nella nostra serata a interpretarlo era Kang Seung-sik, cantante che ha fatto parte dei VICTON.

Vedere un vero idol interpretare una superstar alle prese con il significato del successo rende inevitabilmente il personaggio ancora più interessante.

Yoo Young-jae è Jin-guk

Il nostro Jin-guk era Yoo Young-jae, membro dei B.A.P.

Nel drama originale Jin-guk era interpretato da Ok Taec-yeon dei 2PM.

Ora è cresciuto ed è tornato alla Kirin con una prospettiva completamente diversa.

Non è più soltanto il ragazzo che vuole entrare nell’industria musicale.

La conosce.

E può quindi guardare i nuovi studenti sapendo cosa significa veramente trasformare quella passione in una professione.

U-Kwon dei Block B è Jason

Per Jason, invece, abbiamo visto U-Kwon dei Block B.

Nel drama originale il personaggio era interpretato da Wooyoung dei 2PM ed era uno degli studenti più talentuosi della Kirin.

Nel musical ritorna da adulto.

Ed è anche attraverso personaggi come Jason che si percepisce quanto Dream High Reboot sia vicino al mondo K-pop.

Perché sul palco non basta saper cantare.

Bisogna ballare, recitare, interpretare e riuscire a fare tutto contemporaneamente.

Yezi nel ruolo di Yoon Baek-hee

La nostra Yoon Baek-hee era invece Yezi, ex FIESTAR.

Baek-hee è uno dei personaggi che trovo più interessanti dell’universo originale di Dream High.

Nel drama era interpretata da Ham Eun-jung e la sua storia mostrava quanto l’insicurezza e la competizione possano trasformare una persona e perfino un’amicizia.

Ritrovarla adulta significa vedere quel personaggio da un’altra prospettiva.

Perché crescere non significa necessariamente smettere di avere dubbi.

L’ensemble: una delle vere forze dello spettacolo

Prima di entrare in sala ho fotografato anche l’enorme parete con tutti gli interpreti.

Protagonisti, ensemble e dancers.

Dopo lo spettacolo ho capito perché fossero tutti rappresentati.

L’ensemble è fondamentale.

Il palco in alcuni momenti si riempie completamente.

Le scene cambiano velocemente e si passa dalla recitazione a grandi numeri musicali e poi a coreografie che sembrano quasi performance di un concerto K-pop.

È uno spettacolo molto fisico.

E guardandolo mi sono resa conto ancora una volta di quanto debba essere completa la preparazione di un performer.

Cantare mentre balli è tutta un’altra cosa

Questa è probabilmente una delle cose che ho osservato più attentamente.

Cantare una canzone stando fermi è una cosa.

Cantare dopo una coreografia o mentre stai ballando è completamente diverso.

Devi controllare il respiro, la voce, il corpo e contemporaneamente continuare a interpretare il personaggio.

E sul palco non puoi fermarti perché sei stanco.

Forse da spettatore non ci pensi sempre.

Quando studi, invece, inizi a notarlo.

E io durante Dream High mi sono ritrovata continuamente a osservare proprio questi dettagli.

Perché per me vedere Dream High a Seoul è stato diverso

Probabilmente se avessi visto questo musical un anno fa mi sarebbe piaciuto comunque.

Ma vederlo adesso è stato completamente diverso.

Perché il musical fa già parte della mia vita in Italia.

A Roma studio musical sia all’Accademia del Teatro Sistina sia all’Accademia Milleunavoce.

La mia formazione in Italia comprende canto, recitazione e danza.

Qui a Seoul, invece, sto vivendo un’esperienza diversa.

Sto studiando canto alla SOPA – Seoul School of Performing Arts, nel dipartimento di Practical Music, indirizzo Vocal.

E quindi quando guardo uno spettacolo come Dream High non riesco più a essere soltanto una spettatrice.

Mi ritrovo automaticamente a osservare come gli interpreti respirano, come utilizzano la voce, come affrontano una coreografia continuando a cantare, come entrano in scena e soprattutto come riescono a trasformare una canzone in parte della storia.

Dalla SOPA alla Kirin, almeno per una sera

E poi c’è una coincidenza che rende tutto ancora più particolare.

Dream High racconta ragazzi che frequentano una scuola coreana di performing arts e cercano di costruire il proprio futuro nella musica.

Io in questo momento mi trovo davvero a Seoul per studiare canto in una scuola di performing arts.

Naturalmente la Kirin è immaginaria.

La SOPA è reale.

E la mia vita non è un K-drama.

Però alcune emozioni raccontate sul palco sono molto meno inventate di quanto possa sembrare.

La paura di sbagliare.

Il confronto con ragazzi bravissimi.

La stanchezza.

Le ore di studio.

La felicità quando finalmente qualcosa che sembrava impossibile comincia a riuscirti.

E quella voglia di migliorare che il giorno dopo ti fa ricominciare da capo.

160 minuti tra musical e K-pop

Dream High Season 3: Reboot dura circa 160 minuti, compreso l’intervallo, ma sinceramente non mi sono sembrati così tanti.

Il ritmo cambia continuamente.

Recitazione.

Canto.

Danza.

Video.

Luci.

Grandi scene d’ensemble.

Momenti divertenti e altri molto più emozionanti.

Ci sono momenti in cui sembra di essere a un musical tradizionale e altri nei quali sembra quasi di assistere a un concerto K-pop.

Ed è probabilmente proprio questa contaminazione una delle caratteristiche più interessanti dello spettacolo.

Non è soltanto una storia su come diventare famosi

Alla fine, però, la cosa che mi è rimasta di più non sono state le luci o le coreografie.

È stato il significato della storia.

All’inizio Dream High raccontava soprattutto ragazzi che volevano raggiungere un sogno.

Reboot fa un passo in più.

Ci dice che raggiungere un sogno non significa necessariamente aver trovato tutte le risposte.

Puoi riuscire.

Puoi fallire.

Puoi diventare famoso.

Puoi cambiare.

Puoi perfino perderti.

E puoi ricominciare.

Forse è proprio questo il vero significato della parola Reboot.

Il mio Dream High

Quando sono uscita dal teatro continuavo a pensare a una cosa.

Guardando Dream High, non ho visto soltanto dei personaggi inseguire il loro sogno su un palcoscenico.

Per alcuni momenti mi sono riconosciuta nelle loro paure, nella loro voglia di migliorare e soprattutto in quella sensazione un po’ folle che ti fa continuare a provare anche quando non sai ancora dove ti porterà.

Forse è questo il mio vero ricordo di Dream High a Seoul.

Non sapere ancora dove arriverò, ma sono venuta dall’altra parte del mondo ed ho tantissima voglia di scoprirlo.

DREAM HIGH SEASON 3: REBOOT – INFO

Titolo: Dream High Season 3: Reboot
Titolo coreano: 뮤지컬 드림하이 시즌3 : 리부트
Teatro: Kwanglim Arts Center BBCH Hall – Seoul
Periodo: 8 agosto – 18 ottobre 2026
Durata: circa 160 minuti, intervallo compreso
Spettacolo visto: 27 agosto 2026, ore 19:30
Song Sam-dong: Kang Seung-sik
Jin-guk: Yoo Young-jae
Jason: U-Kwon
Yoon Baek-hee: Yezi
Kang Oh-hyuk: Kim Da-hyun
Shi Beom-soo: Jo Nam-hee
Cha Do-yoon: Song Yong-jin

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